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Visualizzazione dei post da 2015

FAVOLE, STORIE E PSICOANALISI

LA PRINCIPESSA SUL PISELLO  C'era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma ne voleva una vera, di sangue blu. Comincia così la favola di Andersen; non mi pare che l'autore intendesse suscitare niente di morboso con l'immagine del pisello, eppure la storia ha acquisito una buona popolarità grazie al titolo, ed è oramai un luogo comune quello che dice: "sei come la principessa sulla leguminosa". Per un certo riguardo che si porta alle fanciulle, che sempre e comunque vivono in una fiaba, al limite esercitano una pressione sul baccello; sono i principi a stare sul cazzo. Ma va bene così. La regina per verificare che la ragazza sia davvero di sangue blu, che fa? La fa dormire su venti materassi in fondo ai quali ha sistemato il legume; e si sa che le la fanciulle di nobili natali, abituate come sono a mille comodità, giammai dormirebbero con un fastidio simile. Al mattino la ragazza si alza dolorante e assonnata, lamentando di non avere chiuso o

E 'STI CAZZI NON CE LO METTI?

LA BELLEZZA DE LE DONNE  'Na donna è bella quanno ride ma pure quanno piagne, è bella quando s'arrabbia, quanno c'ha le cose sue, quanno nun te rivorge la parola o te bacia, in compagnia o da sola, quanno se dà e pure quando se ritrae. E quant'è bella appena arzata, e specie quanno è senza trucco je poi leggere sur viso il bene che te vole. E' bella 'na donna quanno te guarda. Te dà emozioni, attenzioni. Quarche vorta preoccupazioni. Ma è bella pure quanno te rompe li cojoni.   SITO WEB DEL LIBRO   RIGURGITI ROMANESCHI (E 'STI CAZZI, NON CE LO METTI?)       

I SECRETI D'AMORE DI DONNA ISABELLA CORTESE

CONSIGLI IGIENICO-SANITARI SOPRA I MODI DI PRENDERE MAGGIORE DILETTO NELLE COSE AMOROSE ET SALVAGUARDARE LA SALUTE DE LO CORPO I presenti secreti venerei sono tratti dal mirabilissimo prontuario di donna Isabella Cortese (“I secreti della signora I. C.”), maestra impareggiabile ne la scientia de lo membro, pubblicato a Venezia nel 1584 (A); con l’aggiunta di qualche consiglio medicamentoso preso da “I segreti dell’arte profumatoria” (Venezia 1555), di Giovanni Ventura Roseto (B).  A) ALLI PORRI SOPRA LA VERGA (cap. XVI) Piglia orpimento del più bello, e quello si triti sottilmente, e mettilo in una piccola boccetta, tenendola sopra i carboni accesi, e l’orpimento si verrà a liquefare, dove il tenerai tanto, che in tutto non sia desiccato, e che non si abbrucci, e che sia in color di rubino, e condotto a tal modo, ne pigliarai quella quantità che vorrai, per bisogni, e tritalo sottilmente, poi habbi acqua d’alume di rocca e di quella bagnerai i porri, e lavati gli infalar

LE MASSIME DEL GATTO E LA VOLPE

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PSICOLOGIA E FILOSOFIA

PSICOLOGIA E FILOSOFIA Ho un'idea della psicologia poco ortodossa; questo manuale ha come punto di riferimento Heidegger più che Freud o Lacan. Si tratta di spiegare-ripensare la cultura umanistica dall'anima di Aristotele al Sé junghiano, partendo proprio dall'ontologia.   Nelle librerie Mondadori, ordinabile online. 360 pagine, con uno studio critico filosofico dei maggiori temi della psicoanalisi. Prenotalo nello store Mondadori   CON UN CLIC

GRATIS OGGI, Per me Biancaneve gliela dava ai sette nani

scarica gratis cliccando Essere recensiti così è tremendamente bello. Grazie  Roberta SmoothieDevil Gabrielli (Quando è il libro a fare disonore alla recensione) "La fiaba è un non luogo d’incanto, sospeso tra il “c'era una volta” e il “vissero felici e contenti”. Un racconto che, attraverso la parola, organizza il desiderio ed ancor più la paura dello stesso, in un misero quadro morale.   Non c'è incanto nella fiaba, non c'è speranza. Tutto ha il suo prezzo, compresa la magia. Un prezzo necessario che l’adulto paga per poter credere che ogni sua pulsione possa essere nobilitata attraverso l’arrivo d’un blasonato assente, a cambiare sorti grame di giovani ambiziose pulzella che, spacciandosi per indifese tutto cuore e poco cervello, arrivano sempre e non senza un sacrificio (prezzo) ad ottenere quel lieto fine che la fiaba lascia immobile, congelato in due uniche parole: “felici e contenti”. Cosa vi sia oltre non è dato sapere.   Ipotizziamo ancora

Le favole e la psicoanalisi

LE FAVOLE E LA PSICOANALISI Proporre questo libro mi fa sentire come il Gatto e la Volpe per le tre monete. E senza la promessa di moltiplicarle; sono appunto favole e quelle vendo. Si tratta di un'analisi dei racconti popolari in chiave umoristica, con la convinzione che facciano male, specie nell'età evolutiva. http://www.amazon.it/gp/product/B018R55BR6 … https://www.createspace.com/5906643 o su  LULU.com   http://goo.gl/mjR185

CHI E' IL CATTIVO DELLE FAVOLE?

NONNa, ma che bocca grande hai NEL FORMATO CARTACEO  e  DIGITALE   link   Per me Biancaneve... Nelle favole avviene qualcosa di simile al sogno; si affievolisce la distanza tra ciò che è buono o cattivo, giusto e sbagliato, la scena si carica di significati radicali e il discorso si svuota di un ordine e del senso. Sono fenomeni complessi dal punto di vista della narrazione. Cappuccetto non è impaurita dal lupo, si lascia anzi avvicinare. Cosa improponibile nel linguaggio quotidiano, ma che sembra essere la norma nella narrazione fiabesca; si fida del lupo cattivo (o del gatto e la volpe, o ancora della matrigna e della strega). Ed è interessante comprendere come una bimba ritenuta responsabile al punto da percorrere in solitudine un tratto nel bosco, possa rivelarsi tanto sprovveduta. Barthes spiega così l’assurdità di questo comportamento. Individua due piani del senso: quello informativo (proprio della comunicazione) e quello simbolico (del

PSICOANALISI E FAVOLE

LE FAVOLE DELLA PSICOANALISI Accanto all’inconscio personale, inteso come rimosso e sede dei complessi, Jung individuava un inconscio collettivo composto da archetipi, che sono i modi con i quali funziona la psiche in profondità. Se tali funzioni (funzioni più che immagini perché precedono la loro formazione) invadono la coscienza senza un filtro possono risultare numinosi, ossia far vivere esperienze intense e significati; altrimenti danno luogo a fenomeni dissociativi e distruttivi. E’ nella fiaba come nel sogno che gli archetipi irrompono e danno forma alle rappresentazioni. La fiaba (più che la favola) racconta il percorso attraverso il quale la mente giunge alla sua maturazione, liberandosi dai complessi che la mettono alla prova (gli ostacoli, le lotte, le sfide), attraverso la funzione archetipica (un oggetto magico nelle storie o un feticcio animato nella vita del bambino) che invece di annientarla finisce per fortificarla. La sequenza è piuttosto lineare e ordinata. Nella f