Passa ai contenuti principali

UN AMORE DA FAVOLA

disnti3

QUELLO CHE E' REGALE E' ANCHE RAZIONALE 
Nelle favole i significanti abitano la narrazione, s'impadroniscono e modificano il racconto, identificano e contestualizzano i personaggi, prevalicano la scena. Il principe non ha un nome e la principessa è solo temporaneamente imprigionata nel corpo di una fanciulla popolare. L'atto precede la potenza e Cenerentola era di sangue blu, anche se non lo sapeva. Difficile trovare la regalità in ambienti degradati, ma nelle favole tutto è possibile. Il tutto prevale sulla parte, svilendo però i protagonisti in una metonimia che annulla le identità. L'identità si vanifica nei processi di identificazione superiori fino ad annullarsi. Svuotata la relazione di una reale affettività e privando l'altro di una realtà ontologica, predomina il significante regale che passa da un corpo all'altro, al di là delle differenze. Non c'è alterità, la domanda si restringe in una solitudine priva di desiderio e la richiesta d'amore è mediata da un eccesso che ordina la scena. In un tale campo privo di un (reale appunto) scambio affettivo non è più il piacere, ma il potere, l'idea, il blasone a passare da un corpo all'altro. Quello che è regale è anche razionale: cenere siamo ma Cenerentola diventiamo. 
(Da Per me Biancaneve gliela dava ai sette nani)

Commenti

Post popolari in questo blog

LE FAVOLE DELLA PSICOANALISI

Accanto all'inconscio personale, inteso come rimosso e sede dei complessi, Jung individuava un inconscio collettivo composto da archetipi, che sono i modi con i quali funziona la psiche in profondità. Se tali funzioni (funzioni più che immagini perché precedono la loro formazione) invadono la coscienza senza un filtro possono risultare numinosi, ossia far vivere esperienze intense e significati; altrimenti danno luogo a fenomeni dissociativi e distruttivi. E' nella fiaba come nel sogno che gli archetipi irrompono e danno forma alle rappresentazioni. La fiaba (più che la favola) racconta il percorso attraverso il quale la mente giunge alla sua maturazione, liberandosi dai complessi che la mettono alla prova (gli ostacoli, le lotte, le sfide), attraverso la funzione archetipica (un oggetto magico nelle storie o un feticcio animato nella vita del bambino) che invece di annientarla finisce per fortificarla. La sequenza è piuttosto lineare e ordinata. Nella fiaba gli eventi s...

NEL NOME DEL PADRE

DA IL DEMONIACO NELLA NEVROSI OSSESSIVA  La figura di Cristo è, come dice Hegel, un punto cruciale della storia, la “terza navigazione” di un principio di Ragione che, dopo aver purificato il desiderio nella metafisica è riuscito nella piena rimozione delle pulsioni; il trionfo del Logos sull'Eros, del bene sul male. In questo senso si può allora affermare non solo che religione ed etica si equivalgono nella misura in cui edificano un totem a cui sacrificarsi (una forma ternaria-trinitaria, che è poi il simbolo nel suo epocale assestamento triangolare) e di cui non rappresentano che una dilatazione concettuale, ma addirittura che l'una e l'altra sono le premesse storiche di un unico sillogismo gioachimista che è destinato onto-logicamente a concludersi nella figura della croce (nella parabola logica della croce). L'elemento pato-logico non risiede nell'esistenza delle rappresentazioni metafisiche, ma nella dissociazione della coscienza che soccombe frammentandosi n...

IL DEMONIACO NELLA NEVROSI OSSESSIVA

GRATIS FINO A DOMANI                    SITO WEB  http://goo.gl/y6qycC                                                                                                         suAMAZON  http://goo.gl/QQ7sCy