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PER ME BIANCANEVE GLIELA DAVA AI SETTE NANI Giancarlo Buonofiglio

SINOSSI

La favola è la lingua di quel che chiamano inconscio. La parola inconscio non solo è brutta ma fuorviante. Nella favola la struttura, la tecnica, la lingua finiscono per assorbire il sottosuolo della coscienza dandogli il corpo di un orco o una strega. Il desiderio prende una forma e l'angoscia viene così circoscritta. Da quelle immagini elementari scaturiscono i racconti infantili. Il desiderio è sempre presente, per quanto edulcorato dalla coscienza e fa sentire il suo peso. Gli adulti sono distanti da se stessi e da quello che conta, ma lo sanno bene che Biancaneve gliela dava ai sette nani.

NOTE

Generiamo nevrosi. Cominciamo col diffondere la paura del lupo cattivo, il bambino spaventato non si allontana e quando è pronto per incamminarsi nel bosco è oramai cosciente dei pericoli. Raccontare una favola ha anche una funzione protettiva. Il sentiero verso casa è segnato da questo stato della coscienza; senza l'Io si perde. Mettiamo però le mani in una zona d'ombra e ci vuole l'abilità di uno scrittore per non creare un disturbo reale. Il sadismo non manca mai nelle favole, nascosto dietro tanta troppa educazione.

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE

Data pubblicazione

09 febbraio 2017

ISBN

9788826018980

Editore

Store: Hoepli, Mondadori, Feltrinelli, Amazon, Euronics

Lingua

Italian

Protezione

Watermark  

Formati disponibili

Epub, Kindle

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