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GRATIS OGGI, Per me Biancaneve gliela dava ai sette nani



Essere recensiti così è tremendamente bello. Grazie Roberta SmoothieDevil Gabrielli
(Quando è il libro a fare disonore alla recensione)
"La fiaba è un non luogo d’incanto, sospeso tra il “c'era una volta” e il “vissero felici e contenti”. Un racconto che, attraverso la parola, organizza il desiderio ed ancor più la paura dello stesso, in un misero quadro morale. 
Non c'è incanto nella fiaba, non c'è speranza. Tutto ha il suo prezzo, compresa la magia. Un prezzo necessario che l’adulto paga per poter credere che ogni sua pulsione possa essere nobilitata attraverso l’arrivo d’un blasonato assente, a cambiare sorti grame di giovani ambiziose pulzella che, spacciandosi per indifese tutto cuore e poco cervello, arrivano sempre e non senza un sacrificio (prezzo) ad ottenere quel lieto fine che la fiaba lascia immobile, congelato in due uniche parole: “felici e contenti”.
Cosa vi sia oltre non è dato sapere. 
Ipotizziamo ancora qualche orco, qualche lesto e nobilitato ladro, qualche anarchico di legno piegato dall’altisonanza della parola bontà o ancora travestiti che ingannano con vecchie scorze di pelle umana o asinina, mentre i lupi continuano a mangiare nonne e insidiare nipoti in un’ebrezza orgiastica che appunto viene mascherata da appetito gastrico.
La fiaba non porta con sé l’intento catartico ma un abile camouflage. Diventa il blando anestetico che dòma il nervo scoperto del bambino curioso. E guai a non saper somministrare la medicina. L’adulto sa che dietro ogni angolo è in agguato il solito pifferaio, così come è determinato a far credere che ogni sogno naturale sia, dopotutto, una scoria di cui bisogna liberarsi per vivere secondo morale. 
Ecco allora che, rivisitando chi di sogni si intendeva, possiamo giocare con la parola e convincerci che per certo “i sogni son deleteri, per la felicità”. Di Roberta Gabrielli.

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